martedì 12 novembre 2024

Biografia di Pietro da Cortona

 Pietro da Cortona


Pietro da Cortona, nato come Pietro Berrettini (Cortona, 1º novembre 1596 – Roma, 16 maggio 1669),
Pietro fu un artista del primo Barocco; troviamo suoi lavori soprattutto nel campo dell'affresco decorativo e della pittura.

Durante il papato di Urbano VIII (di cui fece un ritratto) fu uno dei principali architetti operanti a Roma, insieme a Bernini e a Borromini. Pietro Berrettini progettò il Palazzo Pontificio di Castel Gandolfo per come lo conosciamo oggi. Nel 1634 divenne principe dell'Accademia di San Luca ed ebbe una parte attiva nella progettazione della chiesa dei Santi Luca e Martina al Foro Romano; l'impianto a croce greca della chiesa è una sua ideazione.

Nel 1633-39 realizza gli affreschi per Palazzo Barberini che diventano la sua opera più rappresentativa e in cui le caratteristiche barocche sono evidenti. Celeberrimo è l'affresco Trionfo della Divina Provvidenza, con l'evidente prospettiva melozziana da sotto in su. La sua incidenza sugli sviluppi dell'architettura barocca fu notevole nonostante la relativa scarsità di opere e la tendenza che egli aveva a considerare quest'attività come secondaria rispetto a quelle pittorica. Per quanto riguarda le opere architettoniche, dopo avere messo mano all'erezione della Villa del Pigneto nel 1630, dal 1634 al 1650 si dedica alla realizzazione della chiesa dei Santi Luca e Martina, usa una pianta a croce greca in cui l'asse longitudinale è leggermente più lungo di quello trasversale, l'interno si presenta come un unicum omogeneo e totalmente bianco dando l'idea di grande neutralità e rigore riscontrabile anche nell'ordine inferiore di stampo classico.

 Le colonne dell'interno sono tutte ioniche, gli unici elementi decorativi sono presenti in corrispondenza delle absidi. La volta è realizzata sia con costoloni che cassettoni. Unisce la rigidezza classica e la fluidità delle decorazioni rendendo evidente il suo legame con il manierismo fiorentino.
Dal 1656 al 1657 si dedica alla realizzazione della scenografica facciata di Santa Maria della Pace e negli anni successivi alla basilica di Santa Maria in Via Lata.

Martirio di Santa Martina - Accademia di San Luca

Martirio di Santa Martina
Accademia di San Luca




Il Martirio di santa Martina, oggi di nuovo leggibile dopo il restauro, appartiene all’ultimo periodo della carriera di Pietro da Cortona. L’artista era stato incaricato dall’Accademia di San Luca di realizzare un nuovo edificio sacro, sul sito dell’antica Santa Martina, alle pendici del Campidoglio romano e in prossimità del Foro, alla quale era stato aggiunto il titolo di San Luca dopo la distruzione della chiesa accademica dedicata all’evangelista, andata distrutta.

Nel corso dei lavori, Pietro realizzò il suo desiderio di rintracciare il corpo della santa (25 ottobre 1634), una circostanza che lo avrebbe segnato per il resto della sua vita, come provano la dedizione con cui si dedicò alla chiesa, le varie versioni della tela con la Vergine con il Bambino e santa Martina e il fatto, non comune, di aver nominato proprio la santa come propria erede testamentaria, una scelta che portò a una causa giudiziaria secolare


venerdì 12 aprile 2024

Ritratto di Urbano VIII - Pietro da Cortona - Pinacoteca Capitolina

 Ritratto di Urbano VIII

Pietro da Cortona

Pinacoteca Capitolina



I Sacchetti possedevano questo ritratto di Urbano VIII Barberini del 1627, testimonianza del legame tra le due famiglie: grazie al papa la famiglia toscana, a Roma da qualche decennio, aveva consolidato il proprio ruolo nella vita economica e politica della città. Pietro da Cortona aveva già lavorato per i Barberini, ma proprio questa tela rafforzò il loro rapporto. Per loro in seguito affrescò la volta del salone del palazzo di via Quattro Fontane con il Trionfo della Divina Provvidenza.

La grande stagione dell’arte barocca inizia negli anni venti del Seicento, in coincidenza con i primi tempi del pontificato di papa Urbano VIII Barberini. Pietro da Cortona diventò il primo grande protagonista della pittura di questa nuova epoca, per la sua capacità di elaborare grandiose scenografie; l’artista fu anche il punto di riferimento di un’intera generazione di pittori.


giovedì 11 aprile 2024

Trionfo di Bacco - Pietro da Cortona - Pinacoteca Capitolina

 Trionfo di Bacco 

Pietro da Cortona 

Pinacoteca Capitolina


“Trionfo di Bacco” è un dipinto autografo di Pietro da Cortona, realizzato con tecnica a olio su tela intorno al 1625, misura 144 x 205 cm. ed è custodito nella Pinacoteca Capitolina a Roma. 

Questo composizione, realizzata nel periodo giovanile, definisce in modo esplicito le ricerche dell’artista, che fermamente era intenzionato a recuperare l’eroica «dignità» dell’arte classica e, allo stesso tempo, la libertà di colore “alla veneziana”, in armonia con l’alto modello da cui deriva l’opera: i Baccanali di Tiziano, che nel 1621 furono trasferiti presso i Ludovisi a Roma.

Il dipinto, che viene citato da Giulio Mancini nella biografia di Pietro da Cortona, viene ipotizzato  dal Passeri come la prima composizione realizzata per i Sacchetti, che furono i protettori romani del giovane artista. Infatti negli inventari Sacchetti sono citate due tele di eguale tematica: quella in esame e un dipinto poi trasferito in Francia nel periodo di Mazzarino.

Le recenti ricerche degli studiosi di storia dell’arte relative alla diagnostica, che non hanno evidenziato pentimenti sulla struttura compositiva e sulla stesura cromatica, portano ad ipotizzare un’identificazione, nella presente tela, di una copia autografa di Pietro, replica di quella trasferita in Francia.



Paesaggio dell'Allumiere di Tolfa - Pietro da Cortona - Pinacoteca Capitolina

 Paesaggio dell'Allumiere di Tolfa 

Pietro da Cortona 

Pinacoteca Capitolina


Il dipinto Le Allumiere di Tolfa raffigura una veduta delle miniere di allume della famiglia Sacchetti, commissionaria dell’opera. Quest’ultima nel 1826 aveva ottenuto l’appalto della estrazione dell’allume di rocca dalle miniere di Tolfa, a nord di Roma. L’allume veniva utilizzato soprattutto per la conciatura delle pelli. L’immagine riprende in modo veritiero e realistico il paesaggio naturale, con speroni rocciosi e con al centro il ponte di legno.


Sacrificio di Polissena - Pietro da Cortona - Pinacoteca Capitolina

Sacrificio di Polissena 

Pietro da Cortona  

Pinacoteca Capitolina 


Il dipinto il Sacrificio di Polissena raffigura al centro la giovane principessa troiana con la veste strappata e il petto in evidenza, pronta al sacrificio, mentre dietro di lei, si trova il suo carnefice, con la lama in alto, nell’atto di colpirla. La rappresentazione è teatrale, propria dello stile del barocco, mentre la composizione si sviluppa in diagonale, con le figure umane poste sullo stesso piano e suddivise in tre gruppi; l’intensità dei colori si contrappone a moderati contrasti di luce e ombra.

Polissena figlia di Priamo organizza una congiura per la morte di Achille che si era innamorato di lei. Dopo la morte dell’eroe greco e la conquista di Troia, Polissena viene sacrificata sulla tomba di Achille, per volere dello stesso la cui ombra apparve più volte in sogno al figlio Neottolemo.



Galatea (copia da Raffaello) - Pietro da Cortona - Accademia di San Luca

 Galatea (copia da Raffaello)  

Pietro da Cortona  

Accademia di San Luca


La copia realizzata da Pietro da Cortona si rintraccia nella raccolta Sacchetti a partire dal 1639, anno del più antico inventario finora rinvenuto.

Il dipinto invece di essere un saggio di bravura di un giovane artista o una copia di studio, sia stato il risultato di una precisa commissione da parte di Marcello Sacchetti, all’interno di un ideale paragone, come banchiere e come mecenate, con  Agostino Chigi, di cui occupava il medesimo ruolo di Tesoriere della Chiesa e di cui avrebbe continuato a seguire il percorso ottenendo nel 1626 la «privativa» per lo sfruttamento delle miniere di allume a Tolfa di cui il banchiere senese era stato uno dei primi concessionari. 



Ritratto di Giulio Sacchetti - Pietro da Cortona - Galleria Borghese

 Ritratto di Giulio Sacchetti

Pietro da Cortona

Galleria Borghese



Il dipinto rappresenta Giulio Sacchetti in veste cardinalizia e fu eseguito da Pietro da Cortona nel 1626 circa, proprio in occasione dell’elevazione alla porpora dell’effigiato. Nello stesso contesto l’artista eseguì anche il ritratto a pendant di Marcello Sacchetti, suo primo mecenate e fratello di Giulio, confluito nella collezione Borghese all’inizio dell’Ottocento. Il ritratto del cardinale, rimasto sempre presso la famiglia Sacchetti, è stato donato alla Galleria dalla Fondazione Giulio e Giovanna Sacchetti nel 2016 allo scopo di ricostituire il pendant secondo l’originaria concezione di Cortona.



Angelo Custode - Pietro da Cortona - Palazzo Barberini

 Angelo Custode 

Pietro da Cortona 

Palazzo Barberini


 Il dipinto è uno dei capolavori dell' artista barocco ed è esempio della sua maturità: un lavoro ricco di movimento che venne eseguito nel 1656 su commissione di papa Alessandro VII Chigi il quale, in segno di gratitudine e apprezzamento, nominò Pietro da Cortona Cavaliere dello Sperone d' Oro. 

Al centro della tela il maestoso angelo vibrante nel movimento delle ali e della tunica mossa dal vento. Accanto a lui, il fanciullo che egli guida; quel giovinetto che, divenuto anziano, è rappresentato sullo sfondo accompagnato nel volgere del cammino umano dal medesimo personaggio celeste. Il quadro è ora collocato sul fondo del grande salone, sotto la volta affrescata dallo stesso Cortona agli inizi della sua carriera.


Visione di S. Francesco - Pietro da Cortona - Pinacoteca Vaticana

 Visione di San Francesco 

Pietro da Cortona

Pinacoteca Vaticana


La Visione di S. Francesco è una replica, di dimensioni leggermente inferiori, della pala d'altare che Pietro da Cortona dipinse nel 1640-1641 per la Cappella Montauto nella chiesa dell'Annunziata ad Arezzo. Il dipinto, che proviene dalla Villa Pontificia di Castelgandolfo, fu esposto in Pinacoteca nel 1932. 

L'apparizione della Vergine in atto di offrire il Bambino a S. Francesco è un soggetto particolarmente diffuso nel Seicento: il tema religioso è qui espresso con notevole vitalità e libertà, con fluidità di pennellata e ricchezza di effetti cromatici, confermando la grande personalità dell'artista, che fu uno dei maggiori protagonisti dell'arte barocca.


martedì 2 aprile 2024

Il Trionfo della Divina Provvidenza - Pietro da Cortona - Palazzo Barberini

 Il Trionfo della Divina Provvidenza

Pietro da Cortona

Palazzo Barberini


Quando, nel 1623, Maffeo Barberini fu eletto papa con il nome di Urbano VIII, Cortona divenne un suo protetto, assicurandosi da quel momento successo e fama. Nel 1625, il papa commissionò al Cortona un affresco, poi realizzato fra il 1633 e il 1639 sulla volta del Salone Grande di Palazzo Barberini, dedicato al Trionfo della Divina Provvidenza.

L’affresco fu realizzato in sette anni da Pietro da Cortona e allievi. L’immensa composizione celebra il potere spirituale e politico dei Barberini, attraverso una miriade di personaggi, più di cento, inseriti in uno spazio aperto, dilatato all’infinito, che supera i limiti imposti dall’architettura. Unica misura a cui si può ancorare l’occhio è il cornicione rettangolare, dipinto illusionisticamente in finto marmo, che divide la volta in 5 parti. 

Al centro siede, su un trono di nubi, la Divina Provvidenza che impugnando lo scettro comanda alla Fama di incoronare lo stemma della famiglia Barberini.  Nei riquadri laterali, si affrontano volta a volta due principi contrapposti, i vizi e le virtù, il bene e il male: Minerva atterra i giganti, la Teologia e la Religione tengono lontane la lascivia e la dissolutezza, Ercole scaccia le avide Arpie, il Buongoverno bandisce la guerra e garantisce la pace.
Con la sua vorticosa vitalità, il suo ritmo frenetico, il suo scenografico illusionismo spaziale, l’affresco è uno dei più precoci e compiuti esempi della pittura barocca.

 



Storie di Enea - Pietro da Cortona - Palazzo Pamphilj

 Storie di Enea

Pietro da Cortona

Palazzo Pamphilj 



La galleria di Palazzo Pamphili, concepita da Francesco Borromini nel 1646, come sala di rappresentanza e collegamento tra l'ala pubblica e quella privata del palazzo, ricevette una prima decorazione nel 1647 ad opera di Giovanni Antonio Galli detto Spadarino con scene della vita di Innocenzo X.

Questa, non soddisfacendo il committente, venne distrutta allorché Pietro da Cortona venne incaricato nel 1651 della nuova decorazione pittorica avente per soggetto le storie di Enea. L'iconografia dei dipinti fu ispirata dal committente" all'Eneide ed aveva come finalità quella di celebrare le origini romane della famiglia Pamphili e la figura del pontefice come discendente e valido successore del progenitore Enea. 

Le scene della volta  dipinte da Pietro da Cortona raffigurano episodi salienti delle gesta di Enea dall'Eneide di Virgilio.  Tra queste, potremmo trovare: 

Arrivo a Cartagine: Enea sbarca a Cartagine e incontra la regina Didone. 

Fuga da Troia: Enea e i suoi fuggono dalla città in rovina dopo la guerra con i Greci. 

Viaggio verso l'Italia: Affrontando prove e avventure, Enea guida il suo popolo verso la destinazione predetta. 

Matrimonio con Lavinia: Enea sposa Lavinia, figlia del re Latino, stabilendo così legami con il popolo latino. 

Battaglia con Turno: Enea combatte il re italico Turno in una battaglia epica per stabilire il suo dominio sulla terra destinata a diventare Roma.

 

Storie di Santa Bibiana - Pietro da Cortona - Chiesa di Santa Bibbiana

  Storie di Santa Bibiana

Pietro da Cortona

Chiesa di Santa Bibbiana



Gian Lorenzo Bernini e Pietro da Cortona lavorano a Santa Bibiana quando ambedue hanno tra i venticinque ed i trent’anni in una fase ancora iniziale delle loro carriere artistiche. 

Gian Lorenzo Bernini, in realtà, figlio d’arte, aveva già da qualche anno tra i suoi committenti Scipione Borghese e Maffeo Barberini (cioè Urbano VIII). Per Pietro da Cortona gli affreschi di Santa Bibiana furono la prima commessa ricevuta da Urbano VIII.

Lungo la navata principale, Pietro da Cortona dipinge tre scene della vita di Santa Bibiana. Partendo dalla controfacciata:
la flagellazione di Santa Bibiana - Santa Bibiana si rifiuta di cedere alle tentazioni di Rufina - 
le sante Bibiana e Demetria dichiarano la loro fede di fronte al prefetto Aproniano - e santa Demetria muore.
Ai lati della scena centrale sono dipinte le figure di Santa Demetria e di San Flaviano.

La buona prova data in quest’occasione convinse probabilmente Maffeo Barberini ad affidargli poi lo straordinario affresco del Trionfo della Divina Provvidenza che ancora oggi orna il salone principale di Palazzo Barberini.

La Madonna e San Filippo Neri - Pietro da Cortona - Chiesa di Santa Maria in Vallicella

                     La Madonna e San Filippo Neri                      

Pietro da Cortona

Chiesa di Santa Maria in Vallicella


Pietro Berrettini, più noto come Pietro da Cortona dipinge la cupola, i pennacchi e la grande volta della Chiesa di Santa Maria in Vallicella (così chiamata per la presenza di un piccolo avvallamento).

La realizzazione di quest’insieme di opere si estende su un arco di tempo assai lungo: dal 1648 al 1666. In realtà, Berrettini tornò nella chiesa a più riprese. Prima per la cupola (1648-1651) ed assai più tardi per la volta che sarà realizzata tra il 1664 ed il 1665.

Sulla volta l'affresco raffigura la Madonna e san Filippo Neri e si riferisce al celebre episodio della visione avuta dal santo nel 1576 nel corso della costruzione della Chiesa Nuova. Il miracolo della Vergine e la visione di San Filippo Neri narra di una premonizione avuta dal santo proprio riguardo alla Chiesa Nuova. Infatti una notte egli sognò che la Vergine sorreggeva una parte del tetto dell’edificio impedendogli di crollare. Il giorno dopo scoprì che effettivamente che il tetto rischiava di cedere essendo mantenuto in equilibrio da una sola trave.

L’affresco va letto a salire. Nella porzione inferiore San Filippo Neri con le braccia aperte ringrazia la Vergine. Intorno a lui, maestranze prese dall’agitazione ed un sacerdote che mette al sicuro le ostie consacrate.

Poi la travatura del tetto crollata con i carpentieri che cercano di intervenire su assi e travi arrampicati su quanto resta della struttura. Infine, racchiusa in un volteggiare di angeli, la Vergine intenta a sostenere la trave principale.

Ratto delle Sabine - Pietro da Cortona - Pinacoteca Capitolina

  Ratto delle Sabine

Pietro da Cortona

Pinacoteca Capitolina


Il Ratto delle Sabine è un dipinto di Pietro da Cortona e venne realizzato tra il 1629 e il 1630 circa ed è conservato alla pinacoteca dei musei Capitolini.

Inizialmente questa tela era destinata alla famiglia dei suoi primi mecenati, i ricchi banchieri fiorentini Sacchetti. Il cardinale Sacchetti aveva commissionato quest'opera perché desiderava evidenziare l'antichità della propria famiglia, installatasi da poco a Roma.

Nella realizzazione della tela il Ratto delle Sabine Pietro da Cortona trae ispirazione dalla mitologia antica narrata dagli storici Plutarco e Tito Livio, con il rapimento delle donne sabine da parte dei Romani per farne le proprie mogli, subito dopo la fondazione della città di Roma. I sabini sono una popolazione vicina, che si trova tra l’alto Tevere, il fiume Nera e l’Appennino marchigiano.

L’opera raffigura il preciso momento in cui i soldati romani irrompono durante la festa e catturano le donne sabine per poterle sposare e procreare.

 

Lo spazio si articola in senso orizzontale dove emerge il senso di teatralità e di pathos; le figure appaiono ordinate e la dinamicità della scena viene colmata con un senso di plasticità, mentre il richiamo alla pittura barocca si riscontra sul lato destro della tela, con l’immagine che rievoca il Ratto di Proserpina di Gian Lorenzo Bernini.

Sullo sfondo, in prospettiva viene raffigurata una parte della città di Roma, con le sue strutture architettoniche.


La Battaglia di Alessandro su Dario - Pietro da Cortona - Musei Capitolini

 La Battaglia di Alessandro su Dario

Pietro da Cortona

Musei Capitolini 


La "Battaglia di Alessandro su Dario" di Pietro da Cortona fu dipinta tra il 1638 e il 1641.

Il committente del dipinto conservato nei Musei Capitolini fu il cardinale Giovanni Battista Pamphilj. Questo dipinto fu commissionato dal cardinale per decorare una delle sale del suo palazzo romano, la Galleria di Campidoglio, che poi divenne parte dei Musei Capitolini.

Il dipinto offre uno sguardo affascinante e suggestivo su uno degli eventi più iconici dell'antichità: la battaglia tra Alessandro Magno, re di Macedonia, e Dario III, re dei Persiani

Dal punto di vista storico, ci porta indietro nel tempo fino al IV secolo a.C., quando Alessandro Magno, guidando le sue truppe macedoni, sconfisse le forze persiane di Dario III in una serie di epiche battaglie. La rappresentazione accurata e dettagliata della battaglia offre uno spaccato vivido delle tattiche militari, delle armi e dell'armamentario utilizzato dai due schieramenti

Ma ciò che rende davvero unica questa opera è la sua capacità di trasmettere un senso di grandezza e epicità. Pietro da Cortona ha reso la battaglia non solo come un evento storico, ma come una lotta titanesca tra il bene e il male, la virtù e la tirannia. Lo sguardo fiero e risoluto di Alessandro Magno, in contrasto con l'espressione di disperazione e sconfitta di Dario III, cattura perfettamente questa dualità e aggiunge un ulteriore livello di profondità alla narrazione.

 





lunedì 1 aprile 2024

Ritratto di Marcello Sacchetti - Pietro da Cortona - Galleria Borghese

 Ritratto di Marcello Sacchetti 

Pietro da Cortona

Galleria Borghese


Il dipinto, splendido esempio della ritrattistica di Pietro da Cortona, rappresenta il marchese Marcello Sacchetti, primo protettore dell’artista a Roma, ed è confluito nella collezione Borghese nel primo Ottocento, tramite acquisto del principe Camillo presso il mercante d’arte Pietro Camuccini.

 L’opera è stata concepita a pendant del Ritratto di Giulio Sacchetti, di stesse dimensioni e affine dal punto di vista compositivo. I due ritratti, tuttavia, hanno avuto destini differenti e sono stati ricongiunti in Galleria Borghese solo nel 2016.








Biografia di Pietro da Cortona

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